Alessandro Gilmozzi
Alessandro Gilmozzi è prima di tutto un uomo della montagna.
La sua storia, la sua natura, la sua formazione sono profondamente legate ai luoghi montani che gli hanno dato i natali: Cavalese e la Val di Fiemme, così come quel settore di arco alpino che guarda alle Dolomiti come alla perla più preziosa.
Dire che Alessandro ama la montagna è riduttivo, perché la montagna è la sua sua vita; nel corso degli anni è diventata anche il suo linguaggio.
Il vocabolario espressivo del cuoco, il lessico dello chef e tutta la sua carica sono perfettamente integrati nella vita di montagna, con rispetto, schiettezza e profondità. Non solo le essenze, gli animali, i frutti e i prodotti della montagna entrano nei suoi piatti, bensì ne costituiscono il nerbo e l’anima. La cucina di Alessandro Gilmozzi è autentica cucina dolomitica.
Alessandro Gilmozzi è nato a Cavalese in una famiglia molto numerosa, che nel corso degli anni ha consolidato una grande esperienza nel settore dell’accoglienza.
È cresciuto tra cucine e fornelli, anche se ha coltivato a lungo una passione per la lavorazione del legno, i cui frutti si vedono ancora nella realizzazione di coltelli e attrezzatura da tavola, così come nelle sculture del ristorante.
La vocazione alla ristorazione è giunta in rapida successione quando, grazie agli incontri con grandi professionisti al lavoro nelle strutture di famiglia, ha trovato la sua cifra espressiva nella cucina di montagna. «Mai routinaria, mai ripetitiva».
Questo è il motivo urgente a cui si ispira Alessandro, sempre al lavoro per raccogliere nuove ispirazioni e generare nuove invenzioni attraverso uno studio continuo e intenso dei prodotti della montagna, da quelli più consueti fino all’esplorazione delle sfumature più ardite. Il legno, la pietra e il fuoco sono i fondamenti, mentre l’acciaio e la tecnologia sono gli strumenti del suo viaggio.